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Bollino farmaceutico. Lorenzin . " Loro prezzo varia da 21 a 23 euro. Italia modello mondiale per anticontraffazione e tracciatura"

Così il ministro al question time di oggi alla Camera rispondendo a Paola Binetti su prezzo e inalterabilità dei bollini farmaceutici prodotti dal Poligrafico dello Stato. 15 MAR - "Il prezzo dei bollini farmaceutici praticato dall’IPZS è  pari ad euro 21,8 per mille pezzi, nel caso di ordini superiori a 25.000 pezzi, e ad euro 23,98, per ordini inferiori a 25.000 pezzi. Detto prezzo, a differenza di quello praticato dai fornitori privati che si riferisce alla sola fase della stampa, copre tutte le fasi della lavorazione dei bollini (è un prezzo onnicomprensivo)". Così la ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, ha risposto oggi in Aula alla Camera al question time sul tema presentato da Paola Binetti (Udc).   Quanto, poi, alle esigenze relative alla garanzia della non alterabilità dei bollini, ricordo che è stato proprio il Ministero della salute, a seguito delle prime segnalazioni concernenti i difetti riscontrati in alcune confezioni di farmaci immesse in commercio, a richiedere all’IPZS – Istituto, come noto, sottoposto al controllo e alla vigilanza del Ministero dell’Economia e delle Finanze – di assumere le iniziative necessarie a risolvere il problema - ha spiegato Lorenzin -. Nell’ambito di tali iniziative, l’Istituto ha provveduto al rinnovo di tutti gli impianti produttivi e, a conferma del pieno funzionamento del sistema di identificazione del farmaco, comunico il dato relativo al quantitativo di identificativi univoci (codice di autorizzazione + numero progressivo) letti otticamente, e riferiti a prestazioni erogate nell’anno 2016, che ha quasi raggiunto quota 900 milioni (per la precisione 896.449.734 al 14 febbraio 2017)".

 "In conclusione, posso affermare che l'Italia dispone di un sistema strutturato di anticontraffazione, tracciatura e verifica dei farmaci che rappresenta un modello di riferimento a livello mondiale; l’indiscussa efficacia dell’attuale sistema ha indotto l’Unione Europea a prorogare fino al 2025 i termini per l’implementazione del regolamento che prevede l’introduzione del sistema 'datamatrix'. A questo riguardo, non posso non ricordare che i costi del nuovo sistema di identificazione delle confezioni dei farmaci sono posti a carico dell’industria farmaceutica, la quale, pertanto, oltre a dover modificare le proprie linee produttive per la produzione e registrazione del 'datamatrix', dovrà finanziare il sistema di archivi nazionali che dovrà essere integrato con il sistema europeo", ha concluso la ministra.