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Oggi parliamo dei probiotici e del perché questi formidabili microrganismi possono venirci in aiuto in alcune situazioni.

Il termine probiotico deriva dal greco “pro-bios”, che significa a favore della vita. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità “i probiotici sono microrganismi vivi e vitali che conferiscono benefici alla salute dell’ospite quando consumati, in adeguate quantità, come parte di un alimento o di un integratore”.  In poche parole, sono quei “batteri buoni” che possono venirci in soccorso quando il microflora naturale presente nello stomaco e ancor di più nell’intestino si altera (per carenze nutrizionali, stress, assunzione prolungata di farmaci, infezioni, disordini di malassorbimento). Parlo di situazioni comuni come diarrea, stitichezza, nausea, difficoltà digestive, gonfiore addominale e di situazioni un po’ più rognose come sindrome del colon irritabile, malattie infiammatorie intestinali. Non dimentichiamoci che anche le infezioni urogenitali (come candidosi, vaginiti, cistiti), possono essere una conseguenza di un “qualcosa che non va” nella nostra microflora! I probiotici che più comunemente possiamo trovare negli integratori e in alimenti come yogurt e formaggi sono quelli appartenenti alla specie Lactobacillus (es. Lactobacillus acidophilus, Lactobacillus reuteri, Lactobacillus rhamnosus, Lactobacillus paracasei, Lactobacillus casei) e Bifidobacterium (es. Bifidobacterium longum, Bifidobacterium bifidum, Bifidobacterium breve, Bifidobacterium lactis). L’attributo probiotico è stato riconosciuto, però, anche ai generi Streptococcus, Lactococcus, Propionibacterium. Caratteristica di tutti questi batteri è quella di arrivare nell’intestino vivi e attivi, di superare vittoriosamente la barriera gastrica resistendo ai bassi valori di pH, al succo gastrico e pancreatico e alla bile. Una volta raggiunto l’intestino, mettono ordine, spiazzando via quei batteri “poco comodi” per l’organismo. Come? Sottraendo loro spazio vitale e nutrimento e producendo sostanze battericide.  Bene, abbiamo parlato di probiotici come microrganismi in grado di favorire la microflora gastrointestinale. Vediamo un po’ cos’è questa microflora e soprattutto a cosa serve. La microflora gastrointestinale è costituita da tutti quei batteri che albergano “pacificamente e in perfetto equilibrio tra loro” nel tratto gastrointestinale: se ne contano ben oltre 400 specie, appartenenti per lo più al genere Bacteroides, Bifidobacter, Eubacterium, Clostridium, Peptostreptococcus, Streptococcus, Escherichia, Enterobacter, Enterococcus, Klesbiella, Lactobacillus, Proteus. Lo stomaco è il sito dove sono meno concentrati (a causa di acidi, bile e succhi pancreatici, sostanze che di per se non sono molto amate dai nostri cari amici batteri), il colon, invece, dove lo sono di più. E’ un formidabile “patrimonio di batteri” che colonizza il nostro tratto gastrointestinale al momento della nascita. Prima del parto, stomaco e intestino sono infatti germ-free, praticamente sterili! La microflora del bambino dipenderà molto dal tipo di alimentazione. Nei neonati allattati al seno predomineranno Bifidobatteri e in minor misura Lattobacilli, mentre i neonati allattati artificialmente presenteranno per lo più Bifidobatteri e Bacteroides e, in minor misura, Escherichia coli, Stafilococchi e Clostridi. La microflora gastrointestinale svolge una molteplicità di funzioni. La prima fra tutte è quella metabolica, interviene infatti nella digestione di proteine, grassi e carboidrati non digeribili (esempio le pectine e la cellulosa contenuta nelle nostre amate verdure), nel metabolismo degli zuccheri, favorisce la motilità intestinale e il riassorbimento di acqua, produce vitamine (es. Vitamina B12 e Vitamina K2). La microflora intestinale svolge anche una funzione trofica, vale a dire di nutrimento, nei confronti delle cellule epiteliali e del sistema immunitario intestinale e una funzione protettiva nei confronti di patogeni e sostanze estranee.

Alla luce di tutte queste funzioni, ecco perché, è importante salvaguardare la nostra microflora!

Scritto da: Ferro Maria Rosaria - Biologa